Ci aspettavamo una produzione solida, che fondasse tutto su un gameplay affinato, ma avesse anche una rigida ossatura base per giustificare un titolo venduto a prezzo pieno, e invece non è stato così.
Rainbow Six Siege è un gioco dai contenuti scarni che si presenta sul banco di prova con 10 missioni da giocare in solitaria, pensate per farvi prendere confidenza con le dieci mappe presenti e sperimentare le sole quattro modalità di base, una modalità Terrohunt da affrontare con altri quattro giocatori online contro l’IA e la modalità competitiva cinque contro cinque.
Non esiste alcun singleplayer a fare da supporto, un netto passo indietro rispetto ai precedenti Rainbow Six e un segnale chiaro che viene lanciato subito ai fan di vecchia data: Siege non è un’evoluzione dei precedenti titoli della casa francese, è uno sparatutto lento, ragionato e strategico che si fa forte di un brand conosciuto ma ne prende le distanze sotto tantissimi aspetti. Dimenticatevi qualsivoglia forma di pianificazione o pretattica prima delle partite: tutto viene ora gestito in tempo reale all’inizio del match, con la comunicazione tramite voice chat che non solo risulta importante per godere del titolo ma addirittura essenziale nel caso ci si voglia divertire, e questo anche a causa della completa mancanza di una mappa strategica condivisa.
Lanciamo quindi un avvertimento a tutti i giocatori casual là fuori: questo gioco non fa per voi, per riuscire a trarre il massimo da Siege è indispensabile avere altri quattro amici con cui giocare o il rischio è quello di scalfire solo superficialmente le meccaniche di infiltrazione e difesa proposte, unici elementi davvero validi del pacchetto.
Giocando in singolo, infatti, le dieci missioni che fungono da tutorial proposte bastano da sole a far emergere quasi tutti i problemi che la produzione si trascina dietro: l’IA non è assolutamente curata a dovere, con grossi deficit strategici un po’ a tutte le difficoltà, arrivando addirittura ad essere snervante in modalità difficile: ha in pratica la capacità di spararvi da dietro ai muri senza alcun preavviso, in situazioni dove avversari umani non avrebbero mai potuto individuarvi e sostanzialmente bara per alzare l’asticella della difficoltà invece di mettere sul piatto routine comportamentali più efficaci.
La varietà di modalità proposte poi non fa che peggiorare la situazione, laddove sostanzialmente tra salvare un ostaggio, disinnescare una bomba o difendere un’area specifica della mappa non vi è alcuna differenza strategica. Un elemento davvero preoccupante soprattutto in ottica competitiva e di e-sport, dato che rende estremamente piatte e identiche tra loro tutte le partite, offrendo uno spettacolo noioso e molto più simile a un deathmatch che a una vera missione ad obiettivi. Uccidere il team avversario non solo è anche estremamente più semplice, ma anche solitamente l’unica via per arrivare a completare l’obiettivo di missione. Questo a causa di un bilanciamento andato completamente a gambe all’aria e di una distruttibilità non così ampia come annunciato inizialmente. Il rammarico più grande di questo Rainbow Six Siege è proprio il downgrade brutale subito dall’annuncio a oggi e non solo dal punto di vista tecnico, che analizzeremo più avanti, ma proprio riguardo alle meccaniche di gioco, semplificate e mancanti della profondità necessaria per porre questo sparatutto un gradino sopra a tutto il resto. Scordatevi di poter abbattere qualsiasi muro o superficie, ora molte pareti saranno impossibili da rompere, così come le brecce dall’alto possibili solo in specifici punti della mappa. Il massimo che potrete ottenere sarà spaccare qualche asse e sparare dal piano superiore, davvero poca cosa rispetto alla libertà promessa in principio.

La squadra Rainbow è un team d'élite, i cui membri provengono dalle migliori unità antiterrorismo del mondo:
• Il SAS britannico
• Gli SWAT americani
• Il GIGN francese
• Il GSG 9 tedesco
• Gli Spetsnaz russi

Addestrati per operare in formazione in ambienti chiusi, sono esperti nei combattimenti ravvicinati, nella demolizione e negli assalti coordinati.

L'assedio è un nuovo stile di gioco che affronta la realtà degli operatori antiterrorismo nel mondo: combattimenti ravvicinati intensi e asimmetrici tra assalitori e difensori.

Nei panni di un difensore, dovrai trasformare gli ambienti in fortezze, impedendo agli assalitori di fare irruzione.

Come assalitore, avrai molte opzioni di pianificazione, per affrontare la sfida e risolvere le varie crisi.

La distruzione è il cuore delle dinamiche di gioco di Tom Clancy's Rainbow Six® Siege.

Tutte le parti dell'ambiente reagiscono in modo realistico e dinamico, in base al calibro dei proiettili usati e alla quantità di esplosivi piazzati.

I muri possono essere distrutti per aprire nuove linee di tiro, mentre i soffitti e i pavimenti possono essere aperti per creare nuovi punti d'accesso. Conoscere l'arte della distruzione è spesso il segreto per vincere.


In Tom Clancy's Rainbow Six® Siege, la coordinazione è spesso il segreto per vincere.

Crea una squadra con i tuoi amici per l'esperienza multigiocatore definitiva! Affronta intensi scontri in PvP e PvE in ambienti chiusi e domina la squadra nemica puntando sulle tattiche vincenti.

Crea una squadra con una coordinazione ottimale ed elabora le strategie migliori per diventare il maestro della distruzione.

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